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venerdì, gennaio 25, 2008

Italia.it si è spento

Italia.it: sito irraggiungibile!

Il portale delle polemiche Italia.it si è spento il 18 gennaio 2008 intorno alle ore 8.30.

Proprio così: digiti Italia.it ed Italia.it non c'è più!

La decisione di chiudere Italia.it è stata presa nella serata del 17 gennaio, verso le ore 19, dal Dipartimento dell'innovazione tecnologica gestito dal ministro Luigi Nicolais. Ma Francesco Rutelli e il suo Ministero per i Beni e le Attività Culturali da cui dipendeva il portale "non si sono sentiti", ci dicono amareggiati dalla redazione di Italia.it.

Luca Palamara, caporedattore di Italia.it, commenta così la notizia: «Speravamo in un rilancio visto l’investimento cospicuo (5 milioni e 800 mila euro), abbiamo corretto gli errori denunciati lavorando gratis in questi ultimi mesi, e invece siamo a spasso senza nemmeno una comunicazione ufficiale».

Lo stesso Luca Palmare aveva inviato il 17 gennaio una mail alla giornalista Anna Masera de "La Stampa" pubblicata su LaSpampa.it: «Volevo comunicarle la situazione paradossale in cui versa il portale in questo momento. Questo è sempre in bilico tra la chiusura ed il rilancio, tra il passaggio all’Enit ed il prolungamento del contratto con il vecchio Rti a causa del rimpallo di non-decisioni che rischiano di mandare definitivamente all'aria un investimento cospicuo (pari a circa 5 milione e ottocentomila euro). Il portale è ancora online grazie anche al lavoro gratuito della redazione, anche se formalmente è stato dichiarato chiuso da un paio di mesi (ironia della sorte, nell'ultimo mese sono aumentati anche gli accessi). Ma intanto nessuno decide: classico esempio di bizantinismo politico di stampo kafkiano che in Italia produce continuamente delitti reati e sperperi senza arrivare mai a determinare colpevoli e cause. Le Regioni sono adesso fortemente interessate al contributo promesso per il portale e quindi sono passate dalla fase di rifiuto di un anno fa ad una di adesione, attiva partecipazione e promozione per la sopravvivienza del portale stesso. Ma ovviamente le risposte non arrivano perchè nessuno vuole prendersi la responsabilità e i quasi 6 milioni spesi fino ad adesso saranno a breve l'unica eredità visibile di tutta questa assurda vicenda".

Ma cerchiamo di ricostruire la breve storia del portale Italia.it.

Italia.it nasce il 22 febbraio 2007 come vetrina ufficiale dell'Italia nel mondo di Internet.

A poche ore dalla pubblicazione blogger di tutta Italia cominciano a criticare aspramente il portale Italia.it, costato diversi milioni di euro e insufficiente sotto qualunque aspetto tecnico: grafica, usabilità, accessibilità, contenuti... Tutto sbagliato, tutto da rifare!

Scandalo Italiano scrive alla Presidenza del Consiglio dei Ministri chiedendo l'accesso alla documentazione relativa a Italia.it, così che il processo di costruzione del "portale da 45 milioni di euro" avesse potuto trovare la trasparenza necessaria. La lettera di Scandalo Italiano raccoglie in rete 1500 firme in appoggio all'iniziativa del blog.

Il capo del Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie (Ufficio Politiche per la digitalizzazione della P.A.) risponde a Scandalo Italiano a nome della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Scrive l'ing. Ciro Esposito: «In esito all'istanza dell'aggregazione di cittadini denominata Scandalo Italiano del 2 aprile 2007, qui pervenuta in data 19 aprile 2007, concernente l'accesso alla documentazione relativa al progetto del portale del turismo, Italia.it, si informa che quest'Amministrazione ha richiesto il parere della Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi sulla trasparenza dell'attività della Pubblica Amministrazione in ordine all'ammissibilità dell'istanza prodotta. Si fa riserva di fornire ulteriori informazioni sull'iter della richiesta».

In seguito Alberto Stancanelli, Capo Gabinetto del Ministro per le Riforme e l'Innovazione nella Pubblica Amministrazione rispone a Scadalo Italiano riportando il parere della commissione: «Con istanza del 2 aprile 2007 [...] Scandaloitaliano, che si definisce un spontanea aggregazione di cittadini, ha richiesto il rilascio della documentazione attinente la realizzazione del portale del turismo Italia.it. [...] Si chiede pertanto a codesta Commissione di esprimere un parere in ordine all'ammissibilità al diritto di accesso agli atti in possesso di quest'Amministrazione da parte della aggregazione di cittadini denominata Scandalo italiano, attesa la necessità di identificare se sussista o meno la legittimità all'azione in quanto ente esponenziale portatore di interessi suscettibili di tutela. Si osserva infatti che la norma [...] nel riconoscere "per interessati, tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi publbici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale", condiziona l'esercizio del diritto di accesso all'individuazione di una situazione giuridicamente rilevante che configuri un nesso tra l'oggetto dell'accesso ed i fini contenuti nello statuto dell'ente richiedente. A ciò si aggiunge come alla luce delle più recenti pronunce giurisprudenziali sia stato negato l'accesso nei casi di istanze finalizzate a svolgere un controllo sull'operato della P.A. avulso da un interesse specifico del richiedente, non potendo identificarsi una posizione giuridicamente tutelata con il generico ed indistinto interesse di ogni cittadino al buon andamento dell'azione amministrativa, demandata ad altri organi costituzionalmente previsti».

Traduzione: Scandalo Italiano non è soggetto giuridico che può richiedere di accedere agli atti (e ai conti!) di Italia.it.

In seguito alla pressione di Scandalo Italiano sulle istituzioni ricollegate al progetto Italia.it e grazie ad un contatto tra Luca Carlucci, responsabile del blog, e Lelio Alfonso, responsabile della comunicazione del Governo, diventa trasparente il bilancio economico di Italia.it:

«45 milioni (dal "Fondo di finanziamento per progetti strategici nel settore informatico". allocazione: 20 per realizzazione+promozione; 21 alle regioni per contenuti; 4 per contenuti "redazione nazionale")»

«2,1 milioni (contributo dalle regioni del 10% su 21 milioni a loro destinati)»

«9 milioni (da fondi Ministero Ambiente - vedi Legge 14 maggio 2005, n.80, art.12, commi 8-11)»

«2 milioni per promozione del portale (da D.P.C.M. 22.07.2005)»

Totale: 58,1 milioni di euro, di cui già impegnati:

«9.6 milioni (appalto a RTI IBM/ITS/Tiscover per realizzazione piattaforma tecnologica, IVA compresa)»

«1,237 milioni per spese appalto, studio di fattibilità e altre incombenze preliminari»

«21 milioni alle regioni per contenuti (attualmente in fase di assegnazione)»

«2,1 milioni dalle regioni per contenuti (idem)»

«2 milioni per promozione del portale»

Totale: 35.9 milioni di euro. Rimangono non impegnati, pertanto, 22.2 milioni di euro.

Poiché critiche e polemiche non accennano a placarsi, il ministro per le Riforme e l'innovazione nella pubblica amministrazione Luigi Nicolais istituisce con decreto ministeriale del 4 aprile 2007 una Commissione di indagine su Italia.it.

Il 16 luglio 2007 l'organo creato dal Ministro Nicolais ha prodotto una relazione sulla travagliata nascita di Italia.it (scarica la relazione su Italia.it in pdf).

Il 22 settembre 2007 viene reso pubblico il parere dell’Avvocatura Generale dello Stato a seguito della relazione finale della Commissione d’Indagine.

Infine, il 15 ottobre 2007 il vice presidente del Consiglio dei Ministri con delega al turismo, on. Francesco Rutelli trasmette la relazione finale della Commissione d’indagine e ill Parere dell’Avvocatura Generale dello Stato alla Procura Regionale della Corte dei Conti per il Lazio.

L’Avvocatura Generale dello Stato, conclude il parere del 22 settembre 2007 evidenziando:

  • che l’interesse pubblico alla realizzazione e messa in linea del portale, quantomeno in una prima versione operativa, in concomitanza delle Olimpiadi invernali di Torino 2006, "appare irrimediabilmente e definitivamente compromesso"
  • che, accertata la lesione di interessi pubblicistici, le responsabilità a questo proposito sono da imputare "in concorso a RTI IBM da una parte e alla concessionaria Innovazione Italia s.p.a. e al Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie dall’altra".

Dopo l'agonia arriva la morte: Italia.it si spegne il 18 gennaio 2008 intorno alle ore 8.30.

Posted by Marco Starace at 18:08.14
Edited on: giovedì, gennaio 31, 2008 21:13.49
Categories: Web News